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    <title>2348473</title>
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    <item>
      <title>Il Segreto dell'Ortodonzia Invisibile per un Sorriso Perfetto: allineatori o mascherine trasparenti</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'ortodonzia invisibile rappresenta una rivoluzione nel campo dell'ortodonzia moderna, offrendo ai pazienti la possibilità di correggere i difetti dentali in modo discreto ed efficace. Questo innovativo trattamento si basa sull'utilizzo di apparecchi trasparenti e rimovibili, noti come allineatori, che vengono personalizzati per adattarsi perfettamente alla struttura dentale di ciascun paziente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A differenza degli apparecchi tradizionali, gli allineatori dell'ortodonzia invisibile sono praticamente invisibili agli occhi esterni, consentendo ai pazienti di sorridere con fiducia durante tutto il percorso di trattamento. Questo non solo elimina l'autocoscienza legata all'aspetto metallico degli apparecchi convenzionali, ma rende anche più agevole la routine di igiene orale quotidiana, poiché gli allineatori possono essere rimossi per mangiare e pulire i denti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno dei principali vantaggi dell'ortodonzia invisibile è la sua capacità di correggere una vasta gamma di problemi dentali, tra cui malocclusioni, sovrapposizioni, e spazi tra i denti, garantendo risultati estetici e funzionali superiori. Grazie alla tecnologia avanzata utilizzata nella progettazione degli allineatori, i pazienti possono beneficiare di un trattamento personalizzato e confortevole, con tempi di guarigione più rapidi rispetto ai metodi tradizionali.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Inoltre, l'ortodonzia invisibile offre una maggiore flessibilità rispetto ai trattamenti convenzionali, poiché gli allineatori possono essere facilmente rimossi per eventi speciali o incontri importanti. Questa caratteristica rende il trattamento ideale per chi desidera migliorare la propria salute dentale senza interrompere lo stile di vita abituale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In conclusione, l'ortodonzia invisibile rappresenta un'opzione all'avanguardia per chi cerca un sorriso perfetto in modo discreto e conveniente. Grazie alla sua efficacia, comodità e estetica superiore, questo innovativo approccio all'ortodonzia continua a guadagnare popolarità tra pazienti di tutte le età in cerca di un sorriso luminoso e ben allineato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 09 Sep 2024 08:01:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La fase ortopedico-funzionale in età di crescita</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/la-fase-ortopedico-funzionale-in-eta-di-crescita</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il trattamento ortopedico-funzionale ha l’obiettivo di ridurre o di eliminare problemi scheletrici nel paziente in crescita come ad esempio:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una volta erotti i denti permanenti, i problemi dentali che rimangono possano essere risolti più facilmente con una seconda fase di trattamento più breve e meno complicata con 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/arca.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/arca2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In altri termini, quando esiste una discrepanza tra i mascellari (ad esempio un palato molto stretto, che non consente la regolare eruzione degli incisivi laterali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oppure quando esiste un NON regolare combaciamento di un mascellare rispetto all’altro
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , la soluzione ideale è correggerla modificando la crescita in età prepuberale (dai 7 anni in poi; nelle III Classia anche prima, se la collaborazione del paziente lo permette) in modo che tale problema scheletrico si risolva nel corso dello sviluppo del bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La durata di questa fase è molto variabile e dipende sia dalla gravità della malocclusione scheletrica sia dalla collaborazione del paziente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Terminata la fase ortopedica (espansore+/-fisso+/-maschera facciale), è sempre poi opportuno proseguire con apparecchiature rimovibili funzionali che impediscono la recidiva e, ricondizionando l’attività muscolare, sono in grado di direzionare lo sviluppo dei mascellari lungo vettori fisiologici di crescita. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questa fase potrebbe essere opportuno effettuare una Ortopanoramica di controllo per monitorare l’andamento della crescita dei denti permanenti, offrendo informazioni ulteriori ed aggiornate per orientare la terapia in corso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In quest’ottica le apparecchiature funzionali diventano una sorta di “guide di crescita” per la dentatura, accompagnando il paziente fino alla dentatura permanente in un percorso di prevenzione di nuove problematiche occlusali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli apparecchi rimovibili possono presentarsi come dispositivo unico ed agire contemporaneamente su entrambe le arcate dentarie, o una combinazione di due, uno superiore ed uno inferiore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possono non avere ganci (quindi “ballare in bocca” o andare “su e giù”), quindi essere privi di ritenzione. Questo aspetto può apparire strano, soprattutto ai genitori, in realtà nella bocca del bambino l’apparecchio entra subito nel circuito automatico della deglutizione della saliva: realizzando una corretta deglutizione (stringendo di denti e spingendo la lingua verso l’alto) il bambino lo ricattura tra le arcate, portando ogni singola componente dell’apparecchiatura a contatto dei denti su cui dovrà esprimere la sua specifica azione ortodontica. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le apparecchiature funzionali possono presentare ausiliari dedicati per ogni problematica ortopedica, ortodontica e muscolare: propulsori mandibolari, griglie o riposizionatori linguali, molle di allineamento e di livellamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una alternativa possono essere allineatori rimovibili trasparenti da portare 22 h, tranne che ai pasti con bottoncini bianchi applicati sui denti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una volta arrivati alla dentatura completamente permanente, Il paziente avrà 12 nuovi denti a sostituire quelli da latte + quattro secondi molari che si aggiungono: in totale 16 nuovi denti che definiranno una nuova dentatura con possibili ed eventuali piccoli problemi di posizione (rotazioni, inclinazioni, lievi disallineamenti o difetti di ingranaggio). Sarà, pertanto, opportuno un aggiornamento diagnostico estetico e funzionale della nuova occlusione per una eventuale finalizzazione con allineatori sequenziali o apparecchiatura fissa multibracket, ormai limitata a casi particolari.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/ap1.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Apparecchiatura fissa multibracket
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/ap2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           o allineatori trasparenti rimovibili sequenziali 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/orto-funz.jpg" length="301577" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 12 Aug 2024 12:31:17 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Succhiarsi il dito: come aiutare il bambino a smettere</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/succhiarsi-il-dito-come-aiutare-il-bambino-a-smettere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La persistenza del succhiamento del dito in un bambino tra i 3 ed i 4 anni si trasforma in una abitudine scorretta che non bisogna sottovalutare e cercare di correggere. Basta offrire più attenzioni ed armarsi di pazienza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso i genitori si preoccupano quando vedono che i loro bambini si mettono le dita in bocca
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/c2.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           DITO?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/c1.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           o CIUCCIO?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il riflesso di suzione è assolutamente naturale nel bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ne ha bisogno per sopravvivere. Succhiare sazia la fame e produce serenità e calma. Un bambino che viene allattato magari non ricorrerà al dito e non avrà bisogno del ciuccio. Ha il seno della mamma che lo alimenta e lo tranquillizza. In ogni caso è normale che un bambino cominci ad introdurre una o più dita in bocca tra i 2 ed i 6 mesi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di una delle tappe dello sviluppo, uno dei modi grazie al quale il piccolo riesce a calmarsi e di fronte al quale molti genitori decidono sia meglio ricorrere al ciuccio per evitare che si succhi il pollice. Non a caso si dice che, giunto il momento, sarà più semplice togliere il ciuccio ad un bambino, dato che è impossibile privarli delle dita. Tuttavia, le conseguenze dell’uso del ciuccio o del succhiamento del pollice a partire dai 2 anni, sono praticamente le stesse.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come aiutare nostro figlio a smettere di succhiarsi il dito
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Così come è normale che un bambino cominci a mettersi le dita in bocca, è altrettanto frequente che superi tale tappa attorno ai 2 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fondamentalmente non c’è nulla di cui preoccuparsi se nostro figlio si succhia il dito quando è così piccolo. Quando, però, il bambino arriva ai 3-4 anni e si succhia frequentemente il pollice, bisogna osservarlo e prestare attenzione alle ragioni che motivano tale atteggiamento. In tal modo sarà più facile trovare le migliori soluzioni per aiutarlo ad abbandonare una abitudine che potrebbe compromettere il fisiologico sviluppo della dentatura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            importante iniziare a prendere dei provvedimenti quando sono già spuntati i denti anteriori ed i canini. Se inoltre cominciate a percepire che i denti stanno cominciando a separarsi per lasciare spazio al dito, allora è proprio giunto il momento.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qualche semplice strategia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Identifichiamo le cause ed offriamo alternative. Se il nostro bambino si succhia il dito per conciliare il sonno,  aiutiamolo al momento di dormire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spieghiamo le conseguenze
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A volte si ricorre a rimedi casalinghi o si corre a consultare uno specialista prima di sedersi a parlare con il bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Offriamogli una spiegazione semplice del perché non è il caso che continui a succhiarsi il dito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sorprenderà la capacità che hanno i bambini di comprendere le spiegazioni che gli vengono date e di agire di conseguenza. Spieghiamogli che i loro DENTI, possono storcersi, che ormai non è più un bambino piccolo e che è arrivato il momento di smettere di succhiarsi il dito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Evitiamo di ridicolizzarlo di fronte ad altre persone ed ancor meno di sgridarlo o punirlo quando vediamo che si mette il dito in bocca. Magari smetterà di succhiarsi il dito di fronte a noi, ma continuerà a farlo di nascosto. Meglio ricorrere ad un rinforzo positivo tutte le volte che riesce a superare le cause (sonno, ansia, noia, paura..) per le quali si succhia il dito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo considerare questa efficace opzione se, per esempio, si è formato un callo. Copriamo il callo con un cerotto e spieghiamo al bambino che è necessario farlo guarire. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il cerotto deve essere ben attaccato, ma non troppo stretto. E’ ovviamente necessario che nostro figlio non riesca toglierlo da solo. Cambiamolo due volte al giorno lasciandolo costantemente applicato per circa 15 giorni. Ad ogni tentativo di portarsi il dito in bocca, avvertirà una sensazione sgradevole quando sentirà la consistenza del cerotto. Possiamo anche provare con aceto o limone.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Contattare uno specialista se persiste con la sua abitudine
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se sono risultate fallimentari tutte le strategie proposte, potrebbe essere opportuno consultare un ortodontista che potrà programmare un dispositivo che impedisca al bambino di introdurre le dita in bocca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tuttavia, se la frequenza e l’intensità di tale abitudine è sproporzionata ed incontrollabile, sarà opportuno consultare uno psicologo infantile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Succhiare le dita in continuazione può nascondere un disturbo più profondo o un problema di più vasta portata.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/dito.jpg" length="207738" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 12 Aug 2024 11:30:10 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come si usa il filo interdentale?</title>
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      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il filo interdentale è l’unico mezzo in grado di rimuovere la placca batterica dagli spazi interdentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Viene inserito delicatamente fra un dente e l’altro in modo da potersi adattare alla superficie interdentale dei denti contigui; una volta giunto a contatto con la superficie del dente, viene premuto su questa e rimosso verso l’alto in modo da trascinar via la placca batterica.Va utilizzato prima dello spazzolino in modo che quest’ultimo poi possa finire di rimuovere completamente la placca batterica che il filo ha snidato dagli “anfratti “interdentali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 12:53:42 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ho l’alito cattivo, da cosa può dipendere?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/ho-lalito-cattivo-da-cosa-puo-dipendere</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’alitosi, se di origine buccale, spesso è causata da una cattiva igiene orale, fumo, alimentazione scorretta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/bg-alito.jpg" length="282268" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 12:47:46 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Lo sbiancamento fa male ai denti?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/lo-sbiancamento-fa-male-ai-denti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           No, lo sbiancamento professionale non fa male ai denti; deve però sempre essere preceduto da una seduta di igiene orale e da una visita odontoiatrica volta a valutare la condizione di salute del cavo orale e dei denti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/art-sbianca.jpg" length="122378" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 12:45:48 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come individuare la placca?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/come-individuare-la-placca</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Spesso la placca batterica si riconosce ad occhio nudo. Si annida al colletto dei denti o fra un dente e l’altro dove si può vedere una patina bianco-giallastra spesso associata ad infiammazione delle gengive che appaiono gonfie ed arrossate. Un metodo efficace per visualizzare la placca batterica è l’uso delle compresse rivelatrici di placca. Queste compresse sono costituite da un colorante che si salda alle sostanze della placca evidenziandole in modo molto netto. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 12:01:05 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’uso del filo interdentale è sempre necessario?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/luso-del-filo-interdentale-e-sempre-necessario</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sì, è sempre necessario per la pulizia degli spazi interdentali. Nelle persone affette da parodontite può essere sostituito dallo scovolino interdentale. Esistono poi dei fili specifici per i portatori di protesi fissa come il superfloss o montati su forcelle per facilitarne l’utilizzo nelle zone posteriori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/art-filo2.jpg" length="180559" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:57:47 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come si lavano i denti?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/come-si-lavano-i-denti</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per pulirsi bene i denti è indispensabile l’uso dello spazzolino, manuale o elettrico. Dentifricio e colluttori sono degli ottimi ausili, anche se non indispensabili. Lo spazzolamento deve essere sistematico e riguardare tutte le superfici dentali. Per poter far cio’ il tempo necessario è almeno 4-5 minuti. I denti vanno puliti anche negli spazi interdentali e l’unico mezzo per farlo è usare il filo interdentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/art-lavare-denti.jpg" length="103282" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:55:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Può la dentatura di un bambino andare a posto da sola con la crescita?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/puo-la-dentatura-di-un-bambino-andare-a-posto-da-sola-con-la-crescita</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           No, in nessun caso. Se esiste un affollamento, con il tempo peggiora e se c’è un problema scheletrico può complicarsi con la crescita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A che età bisogna iniziare un trattamento ortodontico?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dipende dalla gravità della malocclusione, a volte anche molto precocemente se esistono problemi scheletrici importanti o abitudini viziate (succhiamento del dito, difetti di deglutizione o fonazione ecc.). Si parla allora di ortodonzia intercettiva.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una persona adulta può effettuare un trattamento ortodontico?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Assolutamente sì, previa valutazione clinica, radiologica ed estetica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/art-dentatura.jpg" length="170644" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:53:03 GMT</pubDate>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/art-dentatura.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/a0659050/dms3rep/multi/art-dentatura.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cos’è meglio per sostituire un dente?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/cose-meglio-per-sostituire-un-dente</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La perdita di un dente è sempre un evento che modifica in peggio l’equilibrio della nostra bocca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A parte l’eventuale danno estetico, la mancanza di un dente determina una serie di fenomeni compensatori negativi a carico dei denti rimanenti. Lo spazio edentulo tende a chiudersi, il dente antagonista a quello mancante (il dente che “ci masticava contro”) tende ad estrudere (uscire dall’alveolo): la masticazione perde la sua iniziale armonia. Maggiore il numero dei denti mancanti, più ampie le modifiche descritte. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Rimettere il dente mancante è quindi un rimedio necessario per evitare questo decadimento della bocca. Cosa è meglio per sostituire il dente? La domanda oggi si pone perché si è diffusa l’implantologia e quindi posizionare impianti (che sono le “radici”artificiali dei denti mancanti) è divenuta una metodica comune. L’implantologia è un’alternativa alla protesi tradizionale, quella che si appoggiava ai denti contigui allo spazio edentulo, che venivano rimpiccioliti e ricoperti per consentire il posizionamento di un “ponte”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La scelta fra queste due possibilità è demandata alla valutazione dello specialista che decide nel singolo caso quale sia la metodica con maggiori possibilità di successo e con il minor costo possibile (sia biologico che economico) per il paziente. Ogni caso è un caso a se’, ma esistono delle regole generali. Escludendo tutte le rare condizioni di salute generale compromessa (e di rifiuto psicologico irrazionale) che sconsigliano la chirurgia orale e che quindi devono essere trattate con la protesi tradizionale, negli altri casi si opta per quest’ultima quando i denti contigui allo spazio edentulo sono già di per sé candidati ad essere ricoperti. Non avrebbe senso allora posizionare un impianto vicino a denti comunque incapsulati che avrebbero potuto reggere un ponte tranquillamente. Al contrario,se i denti vicini al dente mancante fossero integri, sarebbe un costo biologico non giustificato limarli per costruire il “ponte”. Tutte le condizioni in cui l’implantologia richiede metodiche chirurgiche aggiuntive (ricostruzione di mascellari atrofici, per es.) vanno valutate attentamente per una possibile alternativa protesica non impiantare. Per contro denti con stabilità compromessa dalla parodontopatia, anche se integri, possono non essere buoni pilastri di ponte e la protesi supportata da impianti diviene la prima scelta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando i denti mancanti sono numerosi, la scelta diviene ulteriormente più difficile perché l’alternativa si pone fra protesi fisse su base implantare e protesi mobili (ad appoggio mucoso,dentale o misto) quindi due risultati non propriamente sovrapponibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I criteri decisionali si complicano ulteriormente ed il fattore economico (il costo dell’implantologia e della protesi) diviene spesso discriminante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo concludere ripetendo che la scelta finale di “cosa è meglio per sostituire un dente” è sicuramente demandata allo specialista che, essendo l’unico ad avere presenti tutti i criteri della decisione stessa, deve sforzarsi di chiarirli al paziente dopo averli valutati egli stesso con competenza, onestà e completezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:23:38 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>A che età devo far visitare mio figlio dal dentista la prima volta?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/a-che-eta-devo-far-visitare-mio-figlio-dal-dentista-la-prima-volta</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tra 6 e 8 anni. Questo è il momento giusto per la prima visita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A che età si deve cominciare a lavare i denti a un bambino?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fin dalla nascita è necessario avere una corretta igiene orale. Prima che spuntino i dentini, dopo ogni poppata bisogna pulire bene le labbra del bambino per evitare ristagni di latte. Con una garza inumidita con acqua bollita avvolta intorno all’indice è bene pulire l’interno della bocca. In seguito esistono in commercio diversi tipi di spazzolini per pulire i primi dentini e la lingua. Abituare il bambino a lavare i denti prestissimo è anche soprattutto una questione di educazione all’igiene.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che dentifricio devo usare per lavare i dentini di mio figlio?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I denti dei bambini vanno lavati almeno due volte al giorno con un dentifricio dal sapore neutro e ricco di fluoro utilizzato in quantità corretta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:20:55 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>È utile sigillare i denti dei bambini?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/e-utile-sigillare-i-denti-dei-bambini</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le sigillature dei solchi dei molari permanenti prevengono la carie delle superfici occlusali. I primi molari permanenti erompono a circa sei anni nel cavo orale del bambino e sono i primi denti che vanno incontro a carie poiché spesso i piccoli hanno difficoltà a pulirli bene. L’efficacia della sigillatura si attesta attorno all’87% a tre anni e consiste nella chiusura dei solchi dei molari con delle resine. È poi necessario sottoporre i bambini a visite di controllo periodiche ogni sei mesi per valutare l’integrità delle sigillature.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:09:15 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Il dentista ha detto che ho una carie ma non ho dolore, è possibile?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/carie-senza-dolore</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La carie è determinata da batteri che colpiscono i tessuti duri del dente creando dei “buchi”. Quando è nelle fasi iniziali (a livello di smalto e dentina superficiale) non si ha alcun fastidio. Quando comincia a essere più profonda si avverte dolore al caldo e al freddo, sensibilità al dolce, dolore alla masticazione. Se la carie viene trascurata, il dolore diventa spontaneo e pulsante e aumenta in posizione supina; significa che il dente è distrutto sino alla polpa e la terapia per recuperarlo (se possibile) è più complessa e prevede certamente una devitalizzazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 02 Jul 2024 12:28:46 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L’apparecchio fa venire le carie?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/apparecchio-denti-carie</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La carie è una patologia di origine infettiva: la placca batterica, che aderisce ai denti, è la causa della carie ed in assenza di essa i denti non ne vengono colpiti. Tutte le condizioni che facilitano la presenza della placca batterica ed il suo accumularsi sulla superficie dentale favoriscono l’insorgenza della carie: fra queste in primo luogo annoveriamo la cattiva igiene orale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Indubbiamente la presenza di apparecchiature ortodontiche fisse (i brackets od attacchi ortodontici) costituisce una condizione che facilita l’accumulo di placca per ovvi motivi meccanici, MA NON IMPEDISCE IN ALCUN MODO UNA BUONA IGIENE ORALE. E’ dimostrato che se il paziente collabora con una maggior attenzione e scrupolo all’igiene orale domiciliare, l’incidenza di carie è uguale in presenza o meno di trattamento ortodontico fisso. In caso contrario, le carie sono una complicazione possibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proprio per questo si consiglia di completare tutte le terapie conservative e parodontali prima di entrare in cura ortodontica. E’ consigliato inoltre aumentare la frequenza dei controlli dell’igiene orale, praticando le eventuali sedute di profilassi, nel corso della cura. Se il paziente, nonostante questo attento monitoraggio, si rivela incapace di controllare la propria igiene orale in modo sufficiente, è consigliato interrompere la cura ortodontica stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Bisogna ricordare che alcuni tipi di apparecchiature ortodontiche (le apparecchiature mobili) non essendo incollate ai denti, non costituiscono un fattore di rischio per la carie dentale e possono essere consigliate ai pazienti poco collaboranti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 02 Jul 2024 12:28:45 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Può essere rigettato un impianto?</title>
      <link>https://www.studiodentisticovisca.it/rigetto-impianto</link>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Propriamente si deve parlare di fallimento impiantare: infatti il cosiddetto ”rigetto” è un fenomeno biologico che è causato da reazioni immunologiche dell’organismo nei confronti di sostanze estranee che vengono riconosciute come tali dal nostro sistema immunitario. Invece i moderni impianti sono fatti di titanio che è un metallo dalle caratteristiche particolari che non determina alcuna reazione immunitaria da parte del nostro organismo. Al contrario, gli studi di Branemark hanno dimostrato che intorno agli impianti di titanio si verifica il fenomeno dell’osteointegrazione cioè una proliferazione delle cellule ossee intorno all’impianto stesso e l’instaurarsi di una connessione diretta sia a livello funzionale che strutturale fra l’osso e la superficie impiantare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In alcuni casi (molto limitati in quanto il successo implantare raggiunge quasi il 95%) questa connessione fra tessuto osseo e superficie implantare non si realizza ed intorno all’impianto si sviluppa un tessuto fibroso che impedisce la osteointegrazione e la persistenza dell’impianto in bocca.Le cause di ciò sono prevalentemente l’uso di procedure chirurgiche non standardizzate da parte dell’odontoiatra, eventuali infezioni batteriche sopraggiunte, fattori di rischio propri del paziente (cattiva igiene orale, fumo, diabete, ecc.). Il fallimento implantare può manifestarsi immediatamente appena l’impianto stesso viene utilizzato e sollecitato dalla protesi, o a distanza di mesi o anni di permanenza in bocca. In questi ultimi casi la ragione più frequente del fallimento impiantare è la perimplantite, cioè una malattia infettiva simile alla parodontite che si sviluppa intorno all’impianto. Questo spiega perché il paziente che ha subito interventi implantologici debba sottoporsi ad un regime di controlli periodici molto rigoroso per prevenire e curare la perimplantite stessa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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